Archive for Dicembre 2009

Dell’ultimo post dell’anno

Martedì, 29 Dicembre 2009

“Alla fisarmonica”, Ontagnano (UD), con la fedelissima 4103 county.

Poche parole, non necessariamente leggere, per l’ultimo post dell’anno che si chiude; poi sarò altrove per qualche tempo. In tutta Mosca i cuori dei bambini cominciano a palpitare perché il rito dei regali si consumerà proprio nella notte di San Silvestro e non, come accade da noi, in coincidenza delle festività religiose; il rito cristiano ortodosso, infatti, ha saputo mantenere la liturgia del Santo Natale – che viene celebrato il 7 gennaio - incontaminata dalle fenomenologie consumistiche moderne e non è consentito mescolare allegramente il sacro con il profano: ogni cosa ha il suo momento e, se non erro, fare le cose in modo ortodosso significa ancor oggi farle nel modo più giusto. Con la mente quindi rivolta prevalentemente ai doni, scriverò di quelli fatti e di quelli ricevuti, e specialmente di quelli che mi sono più cari: i doni d’attenzione e d’amicizia. Forse tempo addietro non avrei fatto un’affermazione simile e mi sarei riferito a cose, a beni tangibili, che in diversi momenti della mia vita si sono identificati in beni di lusso per me economicamente irraggiungibili; oggi però, raggiunta con fatica – e magari solo per poco tempo – una certa tranquillità economica sono altre le cose che mi danno maggiore felicità.

Parlavo dell’amicizia, ma non intendendola qui come sentimento generico, e men che meno come abusata parola da social network; io la intendo esclusivamente come dono concreto e verificabile: di capacità, d’intelligenza, di tempo e d’entusiasmo. Mi accorgo, per venire a noi, che anche attraverso questo diario  posso contare su alcune persone che contribuiscono quasi quotidianamente al mio benessere ed alimentano la mia vitalità virtuale: alcuni scelgono di commentare pubblicamente i miei post, qui oppure su facebook,  altri preferiscono comunicarmi privatamente le loro riflessioni via e mail. Mentre scrivo con piacere i miei articoli ed altrettanto piacevolmente fumo le mie pipe, spesso altrove qualcuno scrive qualcosa che dà ragione oppure torto marcio a quanto sto dicendo, scegliendo così di confrontare la propria esperienza di vita, e di fumatore, con la mia. In entrambi i casi ritengo d’aver fatto dei doni utili e graditi, perché con i miei pensieri – forse perché  autentici ed espressi in maniera schietta - evidentemente è piacevole volersi confrontare seppur ciascuno lo faccia con il talento che gli è proprio: vile, infantile, volgare, mediocre, oppure eccellente che sia. Ciascuno lo fa per sé, non per me e non contro di me; non s’illuda diversamente.

Quando scrivo dal cantiere, prima di postare gli articoli sul blog, talvolta alle mie strofe prestano orecchio Renzo, Claudio, Nadia oppure Piero, oramai abituati ad ogni mia inaspettata latitanza marinaresca purché fatta senza ragione o preavviso di sorta. Il loro dono, che è davvero immenso, non è collaborare al buon funzionamento della nostra piccola attività economica ma rendere leggera come un gioco la nostra azione quotidiana, che altrimenti rischierebbe di assomigliare ad un lavoro; e questo va evitato perché immalinconisce gli animi. L’unica regola che gli ho voluto imporre, adottata prima per me stesso ed imparata nelle mie esplorazioni ad Oriente, campeggia solitaria e fiera nel nostro tempio zen dedicato al lavoro: agire senza fare; questo perché il mero fare, il fare tanto per fare, come lo scrivere tanto per scrivere, a mio avviso non ha alcun valore spirituale, non ha alcun magnetismo, e soprattutto non sarà mai interpretato dagli altri come un dono a cui ricambiare con altrettanta attenzione ed amicizia, qui anche intesa come condivisione gratuita e disinteressata d’un comune interesse: al di là del bene e del male e dell’appartenenza o meno a qualche web-lobby social-pipesca.