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Degli stereotipi a sinistra

Venerdì, 31 Luglio 2009

Il vil denaro... la manina non è la mia

Da subito refrattari, a volte controvoglia, all’invenzione orwelliana del Be-total, i giovani fumatori di pipa de sinistra, celebrandosi oggi democratici per diritto di tessera nuova di zecca, vivono la loro fumosa esperienza forumistica inzaccherandosi le scarpe negli stereotipi dei loro nonni. Le cellule dei GFdP-DS (Giovani Fumatori di Pipa – De Sinistra) in via di progressiva amalgamazione con i gruppetti oratoriali del PeL (Pipa e Liberazione), ad esempio, tengono sempre nascosta una sacca finto-militare piena di pipe e tabacchi per i tempi difficili, incapaci di dimenticare la precarietà del loro posto di lavoro preso in affitto. Costoro poi, essendo internazionalisti e trans-radicali (che vanno cioè, oltre la radica) fumano volentieri qualsiasi legno gli capiti a tiro, ostentando così la loro infinita tolleranza verso il prossimo: corbezzolo vietnamita, pero coreano, ginepro yugoslavo e, ultimo ma non per ultimo ovviamente, pannocchione gospel del Missouri. Tra di loro, quelli più portati alla filosofia ed al romanzetto noir, non disdegnano le pipe in Morta, lampante simbolo della perenne caducità della vita. Uniche idiosincrasie, pur con qualche eccezione, le pipe blasonate e le schiume, troppo fragili e troppo pallide per la loro arcigna immagine sociale, a cui tengono moltissimo.
Anche la scelta dei tabacchi, in qualche misura, rivela la loro aderenza politica: al primo posto mettono sempre le buone cimette, ma non solo di Toscano, perché vi sono delle situazioni di piazza in cui è preferibile utilizzare altro tipo di cime, più verdi ed appiccicose, non fosse altro che per dare un senso a quella foglia stellata che orgogliosamente ostentano su magliette e zainetti antiglobal. Vengono poi tutti i tabacchi che rievochino in loro una miseria mai conosciuta ma solo sentita raccontare, e quindi idealizzata. Meno costano, più sono buoni. Le firme sui forum rappresentano il loro, forse unico, testamento spirituale: in esse vi riversano citazioni e massime filosofiche, ora rubate ai letterati ora sgraffignate agli idoli dei loro nonni, del tutto incuranti dell’anacronismo delle stesse. Nelle polis dei fumatori spadroneggiano per sublime intuizione del senso vero, e profondo, della vita. A volte, stando in mezzo a questi, è sufficiente affermare di possedere un cagnolino con pedigree per essere tacciati di razzismo verso tutto il regno animale. Ideologicamente amici di ogni pipemaker hobbista, e del tutto intolleranti verso qualsiasi profilo non incline ad assecondarli, non si risparmiano però di chiamare “maestro” chiunque gli sappia organizzare un festival della pipa in stile Woodstock, a base di luganeghe, polenta, vino rosso e pipe vendute per un tanto al chilo, possibilmente tax free. Hasta siempre!