Del passaggio Gorbaciov-Elstin
Sabato, 25 Aprile 2009Mi è stato richiesto di approfondire il discorso riguardante il periodo storico in cui ci fu il passaggio tra Gorbaciov ed Elstin. Approfondire significherebbe però dover toccare troppi temi di cultura generale russa che un italiano difficilmente conosce. Io qui tento semplicemente di riassumere, in breve, la situazione di Mosca all’epoca dei fatti, sorvolando su molte spiegazioni che richiederebbero appunto un discorso articolato più compiutamente. Prima cosa: Gorbaciov era politicamente sostenuto dal PCUS e quindi dalla Duma (parlamento). I primissimi anni della perestrojka producono come effetto lo scarseggiare di tutte le merci: non c’è neppure da mangiare. Non c’è gasolio per le navi. Paralisi completa. Fame nelle città, prezzo della vodka alle stelle (legge secca).
A Mosca la tensione è talmente alta che il banditismo dilaga. Non è mafia, è delinquenza di bande (prima non armate, poi si). La polizia sovietica, malpagata, è arretrata sia culturalmente che nei mezzi: macchine scassate, metodi investigativi ridicoli. Le città diventano teatri di guerra civile tra gente comune divenuta in poco tempo “malvivente”. L’inadeguatezza delle Forze dell’Ordine è dovuta al fatto che durante il comunismo il tasso di criminalità in Russia era praticamente nullo, solo qualche ubriacone molesto ed altre attività di routine. La politica di Gorbaciov, in sostanza, porta il paese ad uno stato di barbarie senza controllo, sfuggito di mano. All’interno dell’Armata Rossa i diffusi malumori per il blocco dei pagamenti degli stipendi pubblici (e delle pensioni) uniti alla situazione di disordine generale producono la decisione di tentare un colpo di stato di vecchio stampo sovietico anche per mantenere in vita la dismessa Unione. Riassumendo: potere politico (PCUS) contro potere militare (Armata Rossa). L’ipotesi dell’Armata Rossa al potere terrorizza gli USA ed ecco perché sostengono in ogni modo possibile Gorbaciov e quello che rimane del Partito Comunista. Il successo internazionale di Gorbaciov è dovuto a questo, ad un calcolo politico americano in pieno stile “guerra fredda”. Però interviene un terzo apparato della società russo-sovietica, dai tempi di Stalin fortissimo: i servizi sergreti, già KGB, oggi FSB. L’ipotesi militare non piace neppure alla struttura più “nobile” dell’apparato pubblico russo. D’altra parte la situazione richiede che Gorbaciov sia rimosso dalla guida del paese e che sia ristabilito l’ordine pubblico: la perestrojka è un fallimento clamoroso. Gorbaciov viene quindi allontanato con un pretesto a Sochi, nella dacia presidenziale, e l’Armata Rossa tenta il colpo di stato occupando la Duma e facendo uscire i soldati dalle caserme. E’ a questo punto che, messo fuori causa il PCUS e Gorbaciov, il KGB prende su di se la difesa del paese contro i militari e reagisce non riconoscendo il successo del blitz. Boris Elstin in quelle ore era davanti al parlamento sopra un carro armato rubato ai militari e incitava a sparare contro la Duma per far uscire allo scoperto i gerarchi dell’Armata Rossa assediatisi dentro. Per tutta una serie di circostanze, Elstin, già parlamentare (ovviamente del PCUS), viene scelto dai servizi segreti come portavoce politico provvisorio. L’Armata Rossa desiste nel giro di pochissime ore e tutti i soldati vengono fatti rientrare. Il colpo di stato militare è fallito. Gorbaciov viene fatto rientrare a Mosca e vengono pretese le dimissioni. A questo punto Elstin prende il potere politico e si instaura quel legame/dipendenza servizi segreti-presidenza che porterà poi Putin saldamente (e pacificamente) al potere. Ad Elstin viene riconosciuto il merito di avere riportato l’ordine nelle città, la pace civile, e di aver rimesso in moto un paese che si era “inceppato” con la fine del sistema comunista.

