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Della comunicazione on-line

Venerdì, 27 Marzo 2009

Scatto con pretese artistiche (rimaste appunto tali…)

Ci sono almeno due modi di fare comunicazione sul lentofumo, almeno due culture: quella di chi, appassionato consapevole, parla una lingua stratificata nella storia e aderisce ai muri di una lunga esperienza e quella della moderna community internettiana che sovrappone al tranquillo fumar lento il frastuono di spettacoli, invenzioni, banchetti, e tutto questo viene ritenuto, comunemente, diffondere la cultura del lentofumo.
In realtà la divulgazione di una passione richiede comunicatori talentuosi e tali, evidentemente, si considerano gli hobbisti della pipa, molti fumatori miei pari e giannizzeri vari. Un web-fumatore è necessariamente anche un comunicatore? Può darsi. Ma la parola, troppo generica, rischia di creare confusione. Non solo nel fumo lento, naturalmente; ma qui la presenza di tanti conoscitori-divulgatori dà alla testa, determina reazioni imprevedibili, aspirazioni web-pipiche e desideri legati più alla nevrosi che alla passione originaria. Nasce quello che potremmo definire l’equivoco della comunicazione. Paradossalmente, infatti, si considera più viva la piazza con più post indipendentemente dalla qualità singola degli stessi.
La cultura del fumo di qualità c’è già, compiuta, finita, imperfezionabile. La community internettiana, l’isoletta di pace fraterna, la fa vivere in un altro tempo, la lancia verso un futuro obbiettivamente poco accattivante per l’individuo formato e, talvolta, la trasforma in laboratorio di esperimenti commerciali più o meno fortunati e condivisibili. Forse per tornare a vedere qualche persona che parla amorevolmente della propria passione basterà la fine delle community-isola.
Per questa ragione, di tanto in tanto, torno a parlare degli orrori che infestano le strade e le piazze virtuali. E’ semplice da spiegare: mi sento non presuntuoso portavoce, ma un semplice testimone, della prima civiltà che si sente perennemente sfidata, chiamata in causa o anche semplicemente stimolata dai temporanei invasori della seconda civiltà corrente. Temporanei ma cronici, dal momento che ritornano con una cadenza regolare, come un’allergia o l’influenza invernale.
Durante questo lungo periodo di malattia della comunicazione sul lentofumo, e probabilmente anche successivamente, per influenza dell’influenza, persone normali, accorte e gentili si trasformano, come licantropi sotto la luna, in comunicatori. Cercano di resistere agli invasori dimostrando le loro qualità e raccontando dei loro percorsi personali. E’ ovvio che tutto questo io l’apprezzi molto eppure non posso esimermi dal dire che questi ultimi (compreso lo scrivente) non hanno capito che sarebbe sufficiente stare fermi ed aspettare. La pipa è sempre bastata a se stessa.